16 giugno 2008

Resoconto della trattativa sul FPS 2006 del 12 giugno

Nell’incontro tenutosi con l’amministrazione giovedì 12 giugno, la maggioranza della RSU (CGIL, CISL e UIL, contrari COBAS, RDB, DIRSTAT ed INTESA) ha presentato, la proposta per la produttività ed il fondo di sede 2006. Premettiamo che già nell’incontro all’interno della RSU avevamo ribadito che la proposta da formulare all’amministrazione avrebbe dovuto tener conto di quanto emerso dall’assemblea del personale del 29 maggio:

- consultazione del personale prima della sottoscrizione di qualsiasi accordo;

- eliminazione della valutazione discrezionale del dirigente per quel che

riguarda il residuo del fondo di sede (si tratta di oltre 700.000 euro).

Ma evidentemente CGIL, CISL e UIL, sono poco interessate a ciò che pensa il personale…

Affrontiamo sinteticamente, i principali punti della proposta formulata dalla RSU a maggioranza (CGIL, CISL e UIL) che non condividiamo perché sperequativa e non rispettosa della volontà espressa dal personale nell’assemblea del 29 maggio.


FONDO DI PRODUTTIVITA 2006 . La proposta della RSU a maggioranza prevede la ripartizione del fondo sulla base delle ore lavorate (comprese lo straordinario) da ogni Direzione Centrale, con un parametro differenziato in relazione alle tipologie di attività svolte da ogni Direzione. Il fondo così determinato verrà, poi, ripartito tra i dipendenti sulla base delle ore individualmente lavorate (compreso lo straordinario) e in base alle aree di appartenenza. Riteniamo la divisione in base alle aree scandalosa: la proposta della RSU, infatti, peggiora quanto previsto dall’accordo nazionale FPS 2006 il quale non prevede tale differenziazione per aree. D’altronde, la produttività è frutto del lavoro sinergico di tutto il personale a prescindere dalla area di appartenenza. Insomma, l’accordo locale così formulato, peggiorerebbe addirittura quanto stabilito dall’accordo nazionale. Quanto allo straordinario ai fini del conteggio delle ore, pur sapendo che l’accordo nazionale lo prevede, stante i criteri non chiari ed omogenei con cui viene concesso (alcune Direzioni svolgono sistematicamente straordinario, mentre ad altre è precluso) sarebbe stato quanto meno equo stabilire un tetto massimo di conteggio delle ore di straordinario.

FONDO DI SEDE 2006. Come prevede l’accordo nazionale, bisogna preliminarmente

provvedere alla remunerazione delle indennità. In particolare come RSU unitariamente, abbiamo chiesto all’amministrazione che, a partire dal 2007, le indennità di gestore di rete, addetti a STP e responsabili della sicurezza dell’azienda, fossero poste a carico dell’amministrazione, in modo da liberare ulteriori risorse a favore di tutto il personale. Ma la questione cruciale resta quella relativa ai criteri di distribuzione di quanto residua una volta liquidate le indennità previste dall’accordo nazionale (si tratta di 782.000 euro). Come anticipato nei precedenti comunicati, la proposta dell’Amministrazione consiste in un complicato e farraginoso meccanismo di autovalutazione del dipendente, valutazione del dirigente ed individuazione di un organo terzo che dovrebbe sovrintendere alla procedura. Come RSU/COBAS, insieme ai delegati RDB, INTESA, DIRSTAT, avevamo subito espresso la nostra contrarietà a questa proposta: in un clima culturale di costante attacco ai lavoratori pubblici la valutazione del dirigente (le c.d. pagelline) e quindi la divisione del personale in buoni e cattivi (esattamente ciò che vuol fare il ministro Brunetta), significa avallare la vergognosa campagna anti dipendenti pubblici. D’altronde, l’assemblea del 29 maggio si era espressa unanimemente sull’eliminazione della valutazione, e sull’utilizzo del residuo in funzione di riequilibrio delle differenze retributive

tra il personale. Ma la RSU a maggioranza (CGIL, CISL E UIL), non ha ritenuto opportuno tener conto delle indicazioni dell’assemblea ed ha egualmente presentato all’amministrazione una proposta che prevede di ancorare la valutazione di tutto il personale dell’ufficio alla valutazione ottenuta dal dirigente dell’ufficio stesso in base al sistema SIRIO. Pur ritenendo questa proposta meno sperequativa rispetto a quella formulata dall’amministrazione (e senz’altro questo è il frutto dell’assemblea del personale) non la condividiamo perché:

1) l’accordo nazionale non prevede l’obbligo della valutazione ed in tanti uffici il residuo è

stato distribuito senza questo meccanismo;

2) non tiene conto di quanto emerso dall’assemblea che ha dato chiara indicazione di

utilizzare quel residuo sulla base di criteri oggettivi e per riequilibrare le sperequazioni tra il

personale;

3) ancorare la valutazione del personale a quella del dirigente dell’ufficio, è illogico e

sperequativo perché scarica sui colleghi eventuali valutazioni basse dei dirigenti

riproponendo ingiustificate differenze retributive tra gli uffici (se il dirigente ha ottenuto una

valutazione bassa quali responsabilità si possono attribuire al dipendente?)

4) la modalità di valutazione proposta dalle RSU di CGIL, CISL e UIL, costituisce un

pericoloso precedente. Non a caso, qualora tale modalità dovesse essere accettata

dall’amministrazione, la stessa richiederà che per il 2007 venga inserita una clausola che

impegni la RSU ad avviare la valutazione delle prestazioni del singolo dipendente. E non

dimentichiamo che, come già sottolineato nei precedenti comunicati, l’ FPS è costituito da

un fondo a cui egualmente e pro capite concorre tutto il personale! E allora perché

lasciare nostre somme alla discrezionalità dei dirigenti????

Infine, abbiamo proposto alla RSU (proposta recepita da tutta la RSU) che l’amministrazione fornisca a tutto il personale un prospetto dettagliato con l’indicazione

degli importi percepiti, in modo da ricostruire l’iter che ha portato alla corresponsione delle somme attribuite. E’ bene precisare che la proposta di suddivisione del fondo deve incontrare l’accordo dell’amministrazione, e qualcosa ci dice che potrebbe essere addirittura peggiorata….

Per noi delegati Cobas la “fretta” di chiudere l’accordo (i cui ritardi sono da imputare all’amministrazione) non può essere il ricatto per eludere alcuni passaggi che coinvolgano direttamente il personale (informazione, consultazione ed assemblea) e che portino ad un accordo trasparente e condiviso con il personale stesso. Per questo motivo, prima che l’Accordo si perfezioni, chiediamo che tutta la RSU si impegni a sottoporre la proposta formulata all’assemblea di tutto il personale, la cui volontà deve essere vincolante per la “delegazione trattante sindacale”.


NOI PENSIAMO CHE I LAVORATORI DEBBANO SEMPRE DECIDERE SUGLI ACCORDI, AL FINE DI VERIFICARE L’OPERATO DEI SINDACATI E DELLA RSU.


LA PAROLA DEVE TORNARE AL PERSONALE CON LE ASSEMBLEE


I delegati COBAS della RSU degli Uffici Centrali